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Palloncini in Lattice di Gomma
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Palloncini in Lattice di Gomma I primi palloncini in lattice furono prodotti in Gran Bretagna nel 1847. Naturalmente, da allora, il prodotto, il mercato e la tecnologia hanno fatto passi da gigante. In Europa, comunque, la manifattura e la distribuzione sono rimaste nelle mani di aziende a conduzione familiare, alcune addirittura da cent’anni. Nel processo di fabbricazione e produzione di un prodotto che è sempre stato fra i preferiti sia degli adulti che dei bambini, la sicurezza è sempre stata di estrema importanza. A questo riguardo, due anni fa fu fondato il Consiglio Europeo per i palloncini, esclusivamente per raggiungere i migliori standard nel campo della sanità e della sicurezza, uniti all’attenzione per l’ambiente, nell’ambito del mercato europeo dei palloncini.
Durante gli ultimi anni, parecchi governi europei ed altri enti preposti alla tutela dell’ambiente hanno investigato sui livelli delle nitrosammine e dei composti nei cibi e nei prodotti di consumo quotidiano. Le nitrosammine formano un gruppo di sostanze che i ricercatori hanno scoperto essere potenzialmente cancerogene.
Le nitrosammine si trovano in quantità significative in diversi prodotti alimentari , nel fumo del tabacco, e si possono anche trovare naturalmente nell’ambiente. Durante gli ultimi anni i livelli significativi nei prodotti alimentari sono stati ridotti, ma continuano ad esserci. Come succede per l’esposizione a bassi livelli di altri composti chimici pericolosi, anche in questo caso non si possono conoscere con certezza le conseguenze nel corso degli anni di una vita intera. E’ solo all’interno dello stomaco,una volta ingeriti, che i composti si trasformano nelle potenzialmente pericolose nitrosammine.
Nell’ambito della legislazione europea, esistono dei limiti alle nitrosammine solo per le tettarelle dei neonati, ma non per altri tipi di prodotti. In Germania i metodi ed i livelli di applicazione per le tettarelle dei biberon sono stati pubblicati nel 1981 e nel 1984, e sono stati incorporati nella Direttiva Europea 93/11/EEC, che è stata sostituita dallo standard europeo EN 12868 (1999). Nel 1997, sono state fornite direttive operative basate in gran parte su quei livelli per i livelli di nitrosammine e composti nei palloncini-giocattolo, ed effettivamente i limiti stabiliti per i palloncini-giocattolo sono gli stessi di quelli per le tettarelle.
Nonostante la mancanza di una legislazione vera e propria, l’industria europea dei palloncini si sta muovendo di sua spontanea volontà in direzione delle linee operative tedesche in materia di nitrosammine nel campo delle tettarelle.
E’ importante osservare tutto ciò comparando il tipo di esposizione: tettarelle e palloncini sono tutti prodotti che vengono sottoposti ad un processo di immersione, usando la gomma naturale di lattice; ma è qui che la somiglianza finisce. Infatti, usati normalmente, le tettarelle hanno un prolungato contatto orale con i bambini. La legislazione europea stabilisce che i palloncini non sono adatti ai bambini sotto i tre anni, e richiede una stretta sorveglianza per i bambini sotto gli otto anni. L’industria europea del palloncino si muove quindi verso un tipo di normativa (quella per le tettarelle ), che è deliberatamente indirizzata a prodotti destinati ad un prolungato contatto orale con le bocche dei bambini. Nello stesso tempo, i palloncini già recano sull’etichetta l’avvertenza sull’uso per i bambini sotto i tre anni, e sul fatto che i palloncini non dovrebbero essere messi in bocca. Usati normalmente, le tettarelle sono destinate ad essere messi in bocca, e la legislazione rispecchia questo fatto, con controlli rigorosi sui livelli di nitrosammine e sostanze composte. Per quanto riguarda i palloncini, comunque, non dovrebbe sussistere la possibilità di ingerire queste sostanze. Se ci dovesse essere per caso un contatto orale, come per esempio nel caso di un bambino piccolo che cerca di gonfiare un palloncino, il rischio addizionale legato al singolo caso sarebbe molto basso. I test per le tettarelle prendono in considerazione la superficie totale del prodotto, una larga porzione del quale si viene a trovare in bocca per tempi prolungati. Se si applica lo stesso tipo di test ai palloncini, è una superficie molto minore (e una bassissima percentuale dell’area totale dell’intero palloncino) a trovarsi in bocca, e per un periodo di tempo molto più corto.
Si può dimostrare, quindi, che l’industria europea dei palloncini si sta dirigendo verso limiti di nitrosammine che sono stati stabiliti per prodotti destinati a bambini piccoli, e che permettono un’esposizione potenziale migliaia di volte più alta di quella richiesta per un bambino con un palloncino in lattice.
Inoltre, come gia detto precedentemente, i bambini piccoli non dovrebbero venire a contatto con i palloncini. Tutte le confezioni di palloncini riportano chiaramente che il prodotto non è adatto per bambini di età inferiore a tre anni, e che i bambini sotto gli otto anni vanno sorvegliati quando usano i palloncini. I produttori adesso scrivono sulla confezione che i palloncini dovrebbero essere gonfiati con una pompa specifica, indicando che non dovrebbe esserci nessun contatto orale in nessuna fascia d’età. In più, sulle confezioni viene riportato anche che i pezzi rimanenti di un palloncino rotto dovrebbero essere gettati via immediatamente.
Una ricerca portata a termine nel 2003 da parte di una organizzazione indipendente (RIVM) su richiesta delle autorità olandesi sulla sanità ha trovato che nei palloncini giocattolo non si riscontra assolutamente nessun tipo di rischio per la salute. Tale studio è stato compiuto immaginando i peggiori casi possibili ed il contatto orale diretto nei bambini sotto il limite d’età.
In realtà il bambino viene esposto ad un livello maggiore di nitrosammine in alcuni prodotti alimentari e nel fumo passivo, senza contare quelle presenti nell’ambiente domestico.
Quindi, non solo i palloncini non presentano un rischio per la salute a causa delle nitrosammine, ma mostrano anche maggiori vantaggi per l’ambiente. Il lattice è un prodotto naturale derivato dall’albero della gomma (“Hevea brasiliensis”), che cresce in determinate aree tropicali. Il lattice si ottiene attraverso un processo d’incisione, e normalmente gli alberi non vengono tagliati finché non raggiungono il loro normale termine di vita. La coltivazione di lattice di gomma naturale fornisce un contributo significativo alla rimozione dei gas provocati dall’effetto serra nelle nazioni industrializzate, assorbendo il biossido di carbonio e convertendolo all’interno della pianta in idrocarburi. Di conseguenza, il consumo di prodotti in lattice porta a piantare e mantenere gli alberi della gomma, contribuendo così a prevenire la deforestazione. A livello di prodotto finito, un palloncino in lattice è completamente biodegradabile, normalmente nel giro di pochi mesi se rimane esposto all’aria e ai microrganismi del terreno.
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Copyright © 2003 European Balloon Council
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